In Alto Adige la Innovalley che attira i talenti mondiali

Una rete innovativa creata da sei imprese tech locali. L’obiettivo: far diventare l’Alto Adige molto di più che una semplice meta turistica, assumendo nuovo personale qualificato nei settori di punta

BOLZANO. Nei mesi più duri della crisi economica dovuta al Covid-19, qualcosa in Alto Adige si muoveva in silenzio. In Valle Isarco, per l’esattezza. Un “piccolo” lembo di terra, lungo 80 km e composto da tredici Comuni, con l’ambizione di diventare la nuova ‘Silicon Valley’ altoatesina, dove accogliere (e raccogliere) menti brillanti e personale qualificato per le aziende locali.

Una scommessa da vincere per riuscire a competere e sopravvivere in un mercato, quello mondiale, in cui la rincorsa ai profili migliori da inserire nelle grandi companies è già partita da tempo. Un modo per evitare inoltre la dilagante fuga di cervelli. È così che un team formato da sei imprese innovative locali, Alupress, Infominds, Barbieri Electronic, Duka, Microtec e Progress hanno costituito InnoValley, una rete per lo sviluppo sostenibile ed economico del territorio pensata per affrontare assieme le sfide del futuro.

Lo spunto che ha dato il via a questa iniziativa è quello della carenza di personale qualificato tra le aziende tech e innovative della Valle Isarco, e la fortissima concorrenza percepita dalle altre regioni europee sul mercato del lavoro.

Motivo, questo, per cui risulta vitale riuscire ad attrarre lavoratori ad alta e altissima qualificazione e convincerli a mettere su casa e famiglia in Alto Adige, ridando uno sprint ai settori dell'elettronica e dell’alta tecnologia. “Quello della manodopera qualificata è un problema comune che affligge molte aziende attorno all’area di Bressanone. Per questo abbiamo pensato di unire le forze per riuscire a presentare al meglio il nostro territorio attraendo persone. Il nostro contesto di vita è stimolante e dobbiamo riuscire a dimostrarlo”, ha spiegato Federico Giudiceandrea, fondatore della Microtec.

Secondo le stime delle ‘faboulous six’ che hanno fondato il progetto, sarebbero già necessarie un totale di 100 persone all’anno per sopperire ai bisogni aziendali. Ma per farlo è necessario far diventare l’Alto Adige molto di più che una semplice meta turistica, dimostrando come i posti di lavoro, combinati con l’alta qualità della vita dovuti alle eccellenze delle località storico-culturali presenti e agli spazi ricreativi, possano aprire grandi opportunità per molte menti brillanti. Un potenziale unico che non molti territori europei possono vantare.

L’idea di lancio di Innovalley è partita alla fine del 2016, quando numerose aziende tra Vipiteno e Chiusa hanno dimostrato molto interesse per questo progetto. Da qui è partita un’autoanalisi sulla differenziazione delle competenze di base presenti nel distretto territoriale, ma ancora poco visibili, che ha portato alla consapevolezza che la passione per l’ingegneria e la tecnologia, unita all’attitudine “all’armeggiare”, contraddistingue l’imprenditoria della Valle Isarco. Il 26 ottobre 2020 è stata infine costituita la rete.

Primi risultati

Tra i primi risultati che la rete può vantare c’è quello di aver spinto verso l’eccellenza il know-how esistente nel campo vision, che si occupa dell’elaborazione digitale di dati e immagini. Faro di questo settore in Alto Adige è il CovisionLab, un consorzio con sede alla Durst, a Bressanone, e che spazia tra vari aspetti della visione artificiale.

Il CovisionLab è stato fondato da sette aziende tecnologiche multinazionali e si occupa prinicpalmente di Deep Learning, 3D- Sensing e Embedded Vision. “Come team di imprenditori tecnologici, esperti e visionari, lavoriamo insieme a ricercatori ed ingegneri di prim’ordine nel campo della visione artificiale, dell’intelligenza artificiale e del “machine learning”, per risolvere le sfide di un’ampia gamma di settori”, continua Giudiceandrea.

Un’eccellenza unica nel suo genere capace di fornire visibilità internazionale all’area economica della Valle Isarco, certificata da un risultato sorprendente: le prime tre posizioni di ricerca aperte e comunicate dal Covision Lab sono state letteralmente inondate da oltre 300 candidature provenienti da tutto il mondo.

“Siamo contenti di come la nuova rete sia stata accolta. Il marchio InnoValley e il programma di sviluppo sono stati comunicati in modo partecipativo nel contesto economico generale, ed è già stata completata anche la preselezione delle sedi per un futuro “Campus Innovalley”, oltre che a vari progetti di inclusione di giovani e scuole del territorio”, spiega Michael Reifer, dirigente di InnoValley.

Innovazione sempre più centrale in Valle Isarco

È da diverso tempo che la Valle Isarco e le sue aziende hanno scelto la strada dell’innovazione per farsi spazio sul mercato e raggiungere un posizionamento d’eccellenza. Questo anche grazie all’elevata densità di imprese innovative orientate ai mercati interazionali.

Un limpido esempio lo è la Rubner di Bressanone, azienda leader nelle costruzioni in legno, che ricava un terzo del proprio fatturato dall’estero, grazie a prestigiose costruzioni in legno realizzate in Australia, Dubai, Canada e Oman. E lo sguardo è già proiettato al futuro: in programma ci sono la realizzazione delle tratte di accesso della galleria di base del Brennero, il completamento della seconda uscita dell’autostrada a Bressanone e i progetti di collaborazione con le scuole. Il comprensorio della Valle Isarco conta 71 imprese per un totale di 5.000 addetti.