Il friulano Adam Strizzolo, di Beantech, selezionato per il terzo anno consecutivo tra i 25 esperti mondiali scelti da Nvidia

Il tecnico di BeanTech, l’azienda con casa madre in Friuli Venezia Giulia che si occupa della digital transformation delle imprese è, per il terzo anno, l’unico Solution Architect italiano tra gli esperti scelti da NVIDIA per lo sviluppo della tecnologia di virtualizzazione delle schede grafiche in ambito VDI (Virtual Desktop Infrastructure)

UDINE. Creare postazioni virtuali in pochi minuti, anche per lavori complessi e con un alto tasso di sicurezza integrato. È con questi obiettivi che Adam Strizzolo è  stato confermato, per il terzo anno, tra i 25 esperti mondiali scelti da NVIDIA per la vGPU Community Advisor 2021.

Originario di Mortegliano e residente a Muzzana del Turgnano (Udine), dal 2004 in BeanTech, per lui il 2015 segna l’anno di svolta verso una nuova sfida che lo porta a specializzarsi e a certificarsi nell’implementazione di architetture virtuali basate su tecnologia VMware e NVIDIA. La rapida evoluzione delle imprese portano Adam a realizzare un progetto tagliato su misura che rende possibile creare un numero ragguardevole di postazioni di lavoro, bilanciando l’architettura a seconda della tipologia e necessità delle imprese, pronte per essere operative nell’arco di pochi minuti. Un sistema, quello dell infrastrutture VDI, che si è rivelato fondamentale a partire dal 2020, come causa-effetto dovuto anche alla pandemia che ha colto molte aziende impreparate a gestire centinaio di dipendenti in smart working con sistemi sicuri, rapidi e performanti.

“Combinando la tecnologia NVIDIA, cioè la virtualizzazione delle schede grafiche, con la VDI (Virtual Desktop Infrastructure), quella del posto di lavoro, è possibile distribuire  postazioni di lavoro virtuali che hanno la particolarità di trovarsi all’interno del Data Center dell’azienda o in cloud e permettono di far lavorare le persone in qualsiasi luogo si trovino" spiega Adam Strizzolo. L’IT System Architect di BeanTech dal 2018 fa parte della nicchia degli esperti mondiali che portano avanti la tecnologia VDI, un sistema che, rispetto alle tradizionali connessioni da remoto, permette un’accelerazione dei processi con prestazioni altamente performanti, sia dentro che fuori l’azienda.

Per fare alcuni esempi: la progettazione tipica degli uffici tecnici all’uso di immagini ad altissima definizione per gli ambiti scientifici o la formazione a distanza, dando la possibilità di gestire la propria infrastruttura in un private o public cloud, scegliendo se mantenere i propri dati all’interno dell’azienda o in un datacenter pubblico come Microsoft Azure.

“In entrambe le soluzioni si ottiene un’ottimizzazione di altissimo livello nel trasferimento dati verso la postazione dell’utente finale, che si traduce in un’esperienza simile a quella che siamo comunemente abituati nei salotti di casa nostra quando utilizziamo un servizio di streaming video come Netflix o Amazon prime, con la differenze che, dall’altra parte, ho il mio virtual desktop e posso interagire con esso. In tal modo tutti i dati rimangono al sicuro all’interno del datacenter e sono in grado di erogare questo servizio anche a collaboratori esterni dell’azienda mantenendo intatta l’integrità e la sicurezza del dato”, continua Strizzolo.