La spesa sul rifugio alpino la porta il drone di Flying Basket

La Provincia di Bolzano si è affidata alla startup locale per un servizio di consegna merci: un mezzo innovativo per abbattere costi e inquinamento

BOLZANO. Una vera e propria rivoluzione aerea quella che scatterà per i rifugi alpini dell’Alto Adige. La spesa e i rifornimenti ad alta quota saranno infatti trasportati da droni specializzati in maniera veloce, efficiente e sostenibile. Un’idea, quella della Provincia Autonoma di Bolzano, nata dopo essere venuta a conoscenza del servizio offerto da una startup locale con sede a Naz Sciaves, FlyingBasket, specializzata in aeromobili a pilotaggio remoto e fondata da un gruppo di giovanissimi altoatesini che sta ora cercando di concretizzare il progetto.

La startup, unica in Europa che mette a disposizione droni per il trasporto merci, ha ospitato nei suoi hangar l’assessore provinciale al patrimonio Massimo Bessone per mostrare il funzionamento del servizio. I gestori dei 26 rifugi alpini di proprietà della Provincia dovrebbero stilare la lista della spesa e farla pervenire alla startup che si occuperebbe in seguito degli acquisti. Una volta raccolti cibo e beni di prima necessità tramite un grossista di fiducia, si farebbe decollare il drone facendolo partire da un piazzale di raccolta concordato, e volando fino al rifugio. Le consegne dovrebbero essere settimanali con la possibilità di ulteriori ordini integrativi. La particolarità dei droni della startup è quella di poter trasportare carichi pesanti fino a cento chili e di poter volare anche in condizione meteorologiche difficili. L'autonomia di volo va da 15 a 50 minuti. Una vera innovazione che ha stregato l’assessore Bessone: “I rifugi alpini altoatesini rappresentano un elemento territoriale di grande significato, sia per l’aspetto del primo soccorso, ma anche per il settore turistico. Sono molti i turisti e gli appassionati che nel tempo libero scelgono la montagna come passione”, ha spiegato.

I rifugi alpini – e tutto il territorio - potrebbero così trarre diversi benefici. La messa a punto del servizio comporterebbe una diminuzione dei costi dettati dalla ripresa dell’attività stagionale, aspetto non da poco dopo la crisi prodotta dalla pandemia. L’ottica della ripartenza veloce per attività come quelle svolte dai rifugi è fondamentale per la Provincia, e la tecnologia e l’innovazione, questa volta, vengono incontro. Inoltre, ci sarebbe l’aspetto dell’impatto ambientale che sarebbe notevole. “Questo progetto pilota intende azzerare le emissioni di CO2 dannose per il clima e generare un minor inquinamento acustico e nel tempo anche un risparmio di denaro pubblico", spiega Bessone. Questo tipo di consegne infatti avvengono al momento grazie all’impiego di elicotteri, mezzo poco sostenibile. I droni invece sono elettrici, oltre ad essere meno costosi e più sicuri.

FlyingBasket, una startup altoatesina

Come detto FlyingBasket è una startup fondata nel 2015 che sviluppa aeromobili a pilotaggio remoto. In parole povere droni multirotore capaci di trasportare carichi pesanti nelle aree montane e in tutti quei luoghi di difficile raggiungibilità con i mezzi di trasporto tradizionali. La startup è stata in passato impegnata in attività di servizio per la protezione civile, stesura di cavi, il monitoraggio, e l’analisi multi-sensoriale. In passato si è affidata ad una consulenza e al network della Tech Transfer Automation Unit di NOI Techpark, il polo dell’innovazione dell’Alto Adige, che l’ha portata a spiccare il volo – letteralmente – per giungere fino a Boston dove ha partecipato ad un proficuo Innovation Tour che gli ha permesso di tornare in Italia con nuove importanti partnership, come ad esempio quella con ENEL, e opportunità di crescita.