Fincantieri e Amazon firmano il patto per il digitale

Le due società supporteranno l’attuazione del piano “Italia Digitale 2026”, parte del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che ha definito specifici obiettivi e priorità della digitalizzazione del Paese e della Pubblica Amministrazione, collaborando alla definizione di una serie di progetti comuni

TRIESTE. Fincantieri e Amazon Web Services (AWS), la piattaforma di servizi cloud più completa e diffusa al mondo, hanno firmato un accordo di cooperazione per accelerare l’innovazione digitale e lo sviluppo tecnologico del Paese, essenziali per la sua crescita.

Le due società supporteranno l’attuazione del piano “Italia Digitale 2026”, parte del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che ha definito specifici obiettivi e priorità della digitalizzazione del Paese e della Pubblica Amministrazione. Le società supporteranno il piano collaborando alla definizione di una serie di progetti comuni, anche tramite attività di sensibilizzazione e di educazione alle nuove tecnologie e al loro potenziale produttivo per la crescita del Paese.

In particolare, le due società riconoscono l’importanza delle tecnologie cloud ai fini della trasformazione digitale dell’Italia, mirando a valorizzarne le potenzialità in termini di affidabilità, efficienza, sostenibilità, sicurezza e scalabilità. Le aziende collaboreranno alla creazione di un ecosistema per fornire soluzioni tecnologiche e infrastrutturali a istituzioni, pubblica amministrazione, cittadini e aziende, rafforzando il Perimetro Nazionale di Cyber Security del Paese e la sua sovranità digitale.

GIOVANNI MONTENERO

La collaborazione vedrà un’integrazione tra le capacità del Gruppo Fincantieri nei settori della difesa, dell’elettronica, della sistemistica avanzata, dell’information technology e della cybersecurity, con l’esperienza di AWS nel supportare istituzioni, grandi aziende, PMI e start-up, nei loro processi di innovazione attraverso l’utilizzo del cloud computing.

AWS ha una lunga storia di investimenti nel Paese. Nell’aprile 2020 ha lanciato i data center in Italia con l’apertura della AWS Europe Region a Milano, che soddisfa i più alti livelli di sicurezza, conformità e protezione dei dati e consente ai clienti con requisiti di residency dei dati di archiviare i propri contenuti in Italia, con la certezza di mantenere la completa proprietà e la sovranità delle informazioni e che queste non saranno spostate se non per scelta. Inoltre, il controllo completo sulla posizione dei dati potrà ulteriormente essere garantito ai clienti attraverso soluzioni cloud ibride e personalizzate.

Max Peterson, AWS Vice President Worldwide, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di avviare questa collaborazione con il Gruppo Fincantieri, simbolo dell’eccellenza italiana”. Peterson ha aggiunto: “L’infrastruttura cloud di AWS che abbiamo lanciato in Italia lo scorso anno consente la governance sul territorio italiano e rende ancora più facile per le organizzazioni italiane reinventare ed evolvere le esperienze dei clienti e dei cittadini. Insieme a Fincantieri, il nostro obiettivo è alimentare la trasformazione digitale dell’Italia e la sua crescita economica attraverso l’utilizzo delle più avanzate tecnologie cloud”.

Giuseppe Bono, Amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: “Giudichiamo questo accordo di enorme importanza. Grazie alla collaborazione con AWS, protagonista della rivoluzione informatica globale, il nostro Gruppo implementerà sempre più capillarmente le nuove tecnologie, sperimentando le soluzioni più innovative e favorendo così in modo decisivo la propria transizione digitale”. Bono ha continuato: “Inoltre, insieme avremo l’opportunità di mettere a disposizione il patrimonio di competenze, esperienza e formazione di entrambi a supporto delle iniziative promosse dal Governo, tra cui spiccano la modernizzazione della pubblica amministrazione, la cybersecurity, e l’intelligenza artificiale. Saremo così in grado di fornire attivamente un contributo nel quadro della collaborazione delle migliori forze produttive del Paese per realizzare alcuni degli obiettivi fondamentali in questa fase di rilancio”.

Milioni di clienti, comprese le start-up in più rapida crescita, grandi gruppi, piccole e medie imprese e istituzioni, si affidano ad AWS per potenziare la loro infrastruttura, diventare più agili e ridurre i costi. AWS è arrivata in Italia per la prima volta nel 2012 e ha prolungato il proprio impegno nel Paese con l’apertura della nuova AWS Europe Region a Milano nel 2020.

Fincantieri archivia il primo trimestre con i principali indicatori indicatori in crescita nel giorno in cui comunica un accordo con Amazon.Ricavi in crescitaCominciando dai numeri, il gruppo cantieristico nordestino ha chiuso il periodo gennaio-marzo del 2021 con ricavi per 1,426 miliardi di euro, che al netto delle poste straordinarie risultano in crescita del 9,1% nel confronto con lo stesso periodo dello scorso anno. Bene anche l'Ebitda (che è un indicatore della gestione caratteristica, salito da 72 a 101 milioni, e l'Ebitda margin, dal 5,5% al 7%.

Sale leggermente l'indebitamento finanziario netto: era a quota 1,062 miliardi alla fine del 2020, mentre dopo tre mesi si è portato a quota 1,617 miliardi. Guardando in prospettiva, la società si attende che a fine anno questo indicatore tornerà sui livelli dello scorso dicembre.Ordini per 34,4 miliardiDi certo il gruppo guidato da Giuseppe Bono può essere ottimista sui carichi di lavoro, dato che sono già stati acquisiti ordini per 34,4 miliardi di euro (300 milioni solo nel primo trimestre), che valgono 6,6 volte i ricavi generati nel corso del 2020.

L'ad rivendica i risultati ottenuti, parlando di «un'azienda in piena salute che, come previsto, conferma la guidance, registra ricavi in crescita e l'aumento della marginalità». Accanto a questi segnali positivi, che si accompagnano al lieve miglioramento del quadro economico complessivo in virtù anche dei progressi registrati sul fronte dell'emergenza pandemica, Bono saluta con favore «la cauta ripartenza delle crociere in Europa, alla quale farà seguito a breve il mercato statunitense».

Due mercati strategici per l'azienda triestina, che adesso può tornare a guardare con ottimismo al futuro. Il manager ricorda che la crocieristica sta ripartendo non solo per l'affievolirsi dei numeri relativi ai nuovi contagi da Coronavirus, ma anche «grazie ai rigidi protocolli sanitari adottati dalle società armatrici che rendono le loro navi totalmente sicure e alla tecnologia che nel frattempo abbiamo identificato per sanificare l'aria e ridurre la possibilità dei contagi». È importante segnalare il dato sulle prenotazioni per il 2022, che registra livelli in linea o migliori rispetto a quelli pre-Covid. Un risultato, quest'ultimo, tutt'altro che scontato fino a qualche settimana fa, quando la terza ondata di Covid-19 appariva inarrestabile.