Venisia, 9-Tech: ecco come un gruppo di giovani vuole risolvere il problema dei pannelli fotovoltaici di prima generazione

Nel 2020 è stato realizzato un prototipo di impianto di trattamento dei pannelli fotovoltaici. L’impianto è stato collaudato ad inizio 2021 ed è ora in fase autorizzativa per poter procedere all’ottimizzazione del processo. L’obiettivo è iniziare a realizzare la linea industriale il prossimo anno

VENEZIA. Che fine faranno i pannelli fotovoltaici una volta concluso il loro ciclo di vita? Se lo sono chiesti, e hanno trovato una risposta, un gruppo di giovani ingegneri e ricercatori padovani e veneziani, che hanno dato vita alla 9-Tech. I pannelli fotovoltaici di prima generazione si stanno infatti avvicinando al termine della propria vita utile, ciò significa che tra pochi anni ci saranno grandi quantità di queste apparecchiature da smaltire.

La giovane startup selezionata da Venisia, con sede nel veneziano, studia e sviluppa nuovi processi e impianti per il recupero di metalli strategici dai rifiuti elettronici. Grazie ad un finanziamento dell’EIT RawMaterials, nel 2020 è stato realizzato un prototipo di impianto di trattamento dei pannelli fotovoltaici. L’impianto è stato collaudato ad inizio 2021 ed è ora in fase autorizzativa per poter procedere all’ottimizzazione del processo. L’obiettivo è iniziare a realizzare la linea industriale il prossimo anno.

Queste apparecchiature sono generalmente focalizzate sul recupero del vetro, che rappresenta l’80% in peso dei rifiuti fotovoltaici, ma le altre frazioni (celle di silicio con argento, nastri di rame) non vengono recuperate e talvolta compromettono la purezza del vetro.

“Vogliamo produrre il primo impianto sul mercato in grado di recuperare in maniera efficiente ed economica vetro ad elevata purezza, nastri di rame e celle di silicio – spiegano il ceo Pietrogiovanni Cerchier e il business developer Matteo Fiorindo -. Abbiamo iniziato a sperimentare sei anni fa all’università, puntando sul recupero dei rifiuti dalle schede dei telefonini, dove c’è dell’oro, poi siamo passati all’argento nei pannelli solari e altri metalli”.

Fondata il 30 gennaio 2020, 9-Tech si occupa anche di ricerca e prototipazione nell’ambito dell’economia circolare. Ricerche sono state condotte in laboratori universitari (riciclo di pannelli fotovoltaici, trattamento di PCB, recupero di neodimio da magneti permanenti, recupero di tantalio da condensatori di fine vita…), ma devono ancora essere testate su scala pilota ed implementate industrialmente.

“9-Tech intende proseguire con le ricerche, collaborando con università ed aziende nel settore del riciclo, al fine di migliorare i processi esistenti con l’obiettivo di consentire il corretto smaltimento dei rifiuti e la valorizzazione degli elementi critici in essi contenuti”, proseguono i due. Cerchier e Fiorindo stanno già pensando alla prossima scoperta: “Dobbiamo porci già ora delle domande su come fare per recuperare materiali dalle batterie, che vengono installate da anni sulle auto e bici”.