Il gigante dei prosciutti Rovagnati colpito dagli hacker di LockBit: quali dati rischiano di essere pubblicati

La rivendicazione dell'attacco, scrivono, è apparsa il 19 luglio sul Data Leak Site della cyber gang LockBit 3.0, rivolto alla nota azienda italiana produttrice di salumi, corredata dalla pubblicazione dei sample del materiale sottratto

MONZA. Nuovo attacco informatico in azienda e questa volta ad essere vittima di una delle minacce più classiche, un ransomware (un virus che prende il controllo del computer di un utente ed esegue la crittografia dei dati, quindi chiede un riscatto per ripristinare il normale funzionamento), è stato il gigante dei prosciutti Rovagnati.

Almeno questo emergerebbe dalla rivendicazione dell'attacco informatico da parte della banda di hacker Lockbit 3.0.

A riferirlo è il sito cybersecurity360.it. La rivendicazione dell'attacco, scrivono, è apparsa il 19 luglio sul Data Leak Site della cyber gang LockBit 3.0, rivolto alla nota azienda italiana produttrice di salumi, corredata dalla pubblicazione dei sample del materiale sottratto.

Si tratta, riferisce ancora il sito specializzato sui temi di sicurezza informatica, di 10 file riportanti alcune schede prodotto e alcuni documenti interni tra cui documenti d’identità validi del personale e dichiarazioni aziendali riservate. Dalla qualità dei dati pubblicati pare che LockBit abbia in mano una quantità sufficiente di dati, tanto da mettere in piedi una richiesta di riscatto. E ora, come da modus operandi tipico di questo gruppo, lascia lo spazio di 15 giorni, per portare a termine una trattativa con i responsabili dell’azienda.

Qualora questa trattativa fallisca, la minaccia è (oltre ad aver danneggiato e reso inutilizzabili i file con i quali il software malevolo è entrato in contatto) quella di esporre al pubblico di Internet tutto l’archivio completo dei dati che sono stati rubati, durante l’attacco.