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Finapp, la startup padovana che previene frane e alluvioni

Una sonda a neutroni per la sicurezza idrogeologica: round di investimento da 1,2 milioni di euro per l’azienda ospitata dall’incubatore Le Village by CA Triveneto

Riccardo Sandre
2 minuti di lettura

Da startup tecnologica nata in seno ai laboratori di fisica nucleare dell’Università di Padova a strumento concreto ad uso della sicurezza dei cittadini di fronte a fenomeni estremi come frane e alluvioni lampo. La sonda ai neutroni della startup padovana Finapp prosegue il proprio percorso di sviluppo commerciale aprendosi nuovi spazi nelle strategie di monitoraggio del territorio.

Eppure tutto era nato come semplice esigenza sperimentale: trovare il modo di sviluppare un rilevatore di neutroni che usasse materiali molto meno pericolosi e meno costosi dei gas di scarto della fissione nucleare presenti a tutt’oggi nei rilevatori usati per garantire la sicurezza nucleare nelle infrastrutture sensibili in tutto il mondo. Ma il piccolo gruppo di ricercatori di cui faceva parte il fondatore di Finapp, Luca Stevanato, non si limita a individuare le tecnologie per realizzare il proprio strumento sperimentale ad uso scientifico.

Proprio da un’intuizione di Stevanato nasce l’idea di usare questo nuovissimo strumento per individuare l’interazione dei neutroni cosmici con le molecole d’acqua presenti nel suolo. Un uso civile per un filone di ricerca fino a quel momento ritenuto sensibile per la sicurezza delle nazioni. Nasce così nel 2018, Finapp (acronimo di Fisica nucleare applicata). A circa due anni dalla sua costituzione, nel febbraio 2020, pochi giorni prima dell’inizio della pandemia, Finapp ottiene la sua prima commessa sperimentale per la mappatura delle perdite dell’acquedotto di Bologna. È un successo.

Quattro mesi dopo, a giugno 2020, l’azienda incassa un round di finanziamento da 200 mila euro dal fondo lussemburghese Progress Tech Transfer. Nel 2021 Finapp fatturava poco meno di 90 mila euro e, negli spazi dell’incubatore Start Cube, costola del Parco scientifico padovano Galileo Visionary Distrcit, Luca Stevanato, Marcello Lunardon e Sandra Moretto, soci di Finapp assieme all'imprenditore Angelo Amicarelli, costruivano artigianalmente le sonde vendute sui mercati internazionali.

Un laboratorio di poche decine di metri quadri, che attira però l’attenzione di investitori importanti: proprio alla fine del 2021 Finapp passa all’acceleratore di Friuladria Crédit Agricole Le Village by Ca Trieveneto e nel giugno 2022 incassa un nuovo round di investimento, questa volta da 1,2 milioni di euro. Il capitale viene subito reinvestito in una nuova sede da 400 metri quadri in zona Montegrotto Terme nel Padovano e il gruppo di lavoro cresce fino alle attuali 10 persone.

«Il clima sta cambiando in tutto il mondo e l’umidità dei terreni si modifica in modo strutturale» spiega Stevanato. «Grazie alle rilevazioni della nostra sonda possiamo fornire dati puntuali sulle condizioni di ogni tipo di terreno, sia per monitorare lo stato di salute delle falde che per individuare il livello di rischio frane, smottamenti ed eventuali in precise aree territoriali. Grazie anche al ruolo di facilitatore di business di Le Village» conclude il Ceo di Finapp «contiamo di chiudere il 2022 tra i 300 e i 350 mila euro di fatturato e di crescere ancora molto nei prossimi anni».

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