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Videogiochi ma non solo: da Piccinini a Zappacosta e Vettori, i soldi dei big dello sport per la trevigiana Qlash

Chiuso un round di investimento da oltre tre milioni di euro: ora la media company degli e-sports di Luca Pagano, già partner dell’AC Milan, punta a crescere in Arabia e Sudamerica

Fabio Poloni
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Saranno investitori e anche testimonial, perché chi meglio di loro può capire e veicolare le potenzialità degli e-sports. A chiudere un round di investimento nella trevigiana Qlash da tre milioni di franchi svizzeri (poco più che altrettanti, in euro, al cambio attuale) ci sono anche sei stelle dello sport: i calciatori Davide Zappacosta dell’Atalanta, Davide Baselli del Como, Marko Rog del Cagliari e Victor Camarasa del Real Betis, ma anche la campionessa olimpionica di pallavolo Francesca Piccinini e il fighter Mma Marvin Vettori. «Ciascuno di loro avrà un ruolo preciso come testimonial, Francesca per esempio lo sarà dell’education», spiega il cofondatore e amministratore delegato Luca Pagano.

Luca Pagano

 

La società e i numeri

Creata proprio dall’ex pokerista professionista trevigiano assieme al collega Eugene Katchalov, Qlash nasce come “scuderia” di videogiocatori professionisti e organizzatore di eventi sempre in ambito e-sports, ma ora sta allargando il proprio business anche alla formazione.

Quello degli e-sports è un settore in crescita verticale, con numeri che parlano da soli: nel 2021 il mercato nel mondo ha raggiunto un giro d’affari di oltre 1,22 miliardi di dollari, le stime parlano di 1,44 miliardi nell’anno in corso e prospettive di toccare i 5,5 miliardi prima della fine del decennio. Qlash ormai non è più una startup: nata nel 2017, si appresta a superare quest’anno il suo primo milione di euro di fatturato: «Cresceremo tra il 40 e il 50 per cento – racconta Pagano – e grazie al nuovo round di finanziamento puntiamo a essere presenti, dopo Italia e Spagna, anche in Sudamerica, a partire dal Messico, e in futuro in Arabia Saudita».

Essere presenti significa creare una comunità di giocatori capace di diventare anche una sorta di “cantera”, di fucina di talenti da portare a competere nei tornei internazionali di videogiochi. Difficile da credere, per i non appassionati, ma sono eventi che per le nuove generazioni valgono un mondiale “tradizionale”. E il giro d’affari che ci sta dietro va di conseguenza. Anche le società sportive di primo livello oggi hanno una propria squadra di videogiocatori che partecipa alle competizioni, Qlash è partner dell’AC Milan: in pratica, “forma” i videogiocatori che rappresentano i rossoneri nelle competizioni virtuali.

Il business

Qlash oggi vanta – oltre a un centinaio di giocatori professionisti – più di ventimila utenti attivi mensilmente e oltre tremila eventi di e-sports già organizzati su diversi titoli come Fifa, Clash Royale, Fortnite, Brawl Stars, League of Legends. La propria piattaforma genera due tipologie di ricavi: «Una è il B2B, l’advertisement, il classico banner all’interno o la sponsorizzazione di uno dei tornei – spiega Pagano – L’altra è costituita dal B2C, rivolto all’utenza: è un subscription model, per accedere a eventi e tornei esclusivi». Come detto, oltre a ciò ora si apre il fronte della formazione, «in collaborazione con H-Farm e BigRock», spiega Pagano, «con corsi e programmi di alternanza scuola-lavoro».

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