In evidenza
Sezioni
Quotidiani GNN

La cucina intelligente della triestina Haura crea cibo senza chef

La startup ha fatto parte della missione di Area Science Park alla fiera dell’elettronica di Las Vegas

Franco Vergnano
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Piccoli elettrodomestici messi in rete, racchiusi in un solo oggetto di design e dotati di intelligenza artificiale. Potrebbe essere questo, in estrema sintesi e raccontato in maniera decisamente molto divulgativa, l’idea vincente di Haura, la start up triestina di Strada del Friuli che ha partecipato anche al Ces di Las Vegas, la più grande mostra internazionale dell’elettronica che si è chiusa nel weekend. Presente al padiglione italiano anche una delegazione italiana guidata da Fabrizio Rovatti (Area Science Park) con tre aziende triestine. Si tratta di Aindo, startup della Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa), che utilizza strumenti e tecniche all’avanguardia dell’intelligenza artificiale e Skyproxima, startup attiva nel settore aerospaziale industriale. E poi c’è Haura che si definisce il primo smart kitchen desktop al mondo, in quanto permette di produrre e cucinare in tempo reale, in modo semplice, cibi sani, freschi, senza additivi o conservanti. In totale sono 51 le startup italiane presenti, che rappresentano tutti i settori di punta della tecnologia nazionale, che conta quasi 14 mila startup innovative registrate e quest’anno raggiungerà quota 2 miliardi di investimenti.

Angelo Pressacco è il Ceo di Haura: «Grazie al nostro software Food operating system (Fos) e alle food applications, l’azienda consente di erogare un prodotto finito in modo autonomo e automatico, così l’operatore diventa un ausiliario al servizio della macchina. Abbiamo saputo unire l’efficienza dei macchinari da cucina professionali alla tradizione casereccia, con un macchinario modulare in grado di automatizzare la preparazione e la cottura dei cibi. I moduli, oltre a garantire elevati standard qualitativi, possono essere assemblati in base alle esigenze, per ottimizzare spazi e consumi». Ma come funziona? «La nostra abilità sistemistica consente di risparmiare spazi e tempo, liberando la cucina dalla routine e da altre macchine. Siamo in grado di pianificare e adattare il tuo menù grazie al nuovo software Fos che offre tutte le funzionalità Iot (Internet of things), cioè l’internet delle cose, un neologismo delle telecomunicazioni e dell’informatica che si riferisce all'estensione del web al mondo degli oggetti».

Insomma, grazie anche a un po’ di Ai (Intelligenza artificiale) siamo nel filone healt and food, un settore che secondo gli esperti di marketing è destinato ad avere grandi prospettive. Tra i benefici della tecnologia intelligente al servizio dell'alimentazione, troviamo due aspetti chiave: il sistema plug&play (basta inserire la spina e la macchina funziona perfettamente senza nessuna preparazione o settaggio, come dicono gli addetti ai lavori) e quello all in one dello smart kitchen destop.

La macchina, che non necessita alcuna conoscenza tecnica, fornisce un prodotto finito. Cioè cibo sano e fresco, senza conservanti e additivi, elemento che consente anche nuove forme di socialità conviviali. Ma tra i vantaggi di Haura c’è quello di farci diventare tutti chef nel senso di saper “fare cibo automaticamente”: combinando il software e l’hardware intelligente la macchina sforna cibo finito, solo più da impiattare (o mettere nel congelatore) senza la necessità dell’intervento umano.

Le nuove Food application messe a disposizione contengono tutta la conoscenza della preparazione: basta solamente inserire gli ingredienti e non serve sapere altro per utilizzare Haura.

C’è infine un altro versante. Molte cosmetici derivano da prodotti naturali. Con Haura si possono preparate creme e altri prodotti di bellezza partendo direttamente dalle materie prime edibili. Grazie al software e alle “capacità intelligenti”, la macchina è in grado di preparare cosmetici privi di additivi chimici e a costi contenuti. —

I commenti dei lettori