Il matrimonio di A2a con Agsm-Aim, lo scontro è servito

Botta e risposta tra i past president di Agsm Croce e Sardos Albertini che inviano una diffida sull'operazione di aggregazione industriale a tre, il timore è che il gigante lombardo alla fine inghiotta le due venete. Ma Agsm frena: "nessun accordo vincolante sottoscritto, faremo la comparazione anche con le altre ultilities che hanno manifestato interesse"

VERONA. Ogni volta che i due promessi sposi, Aim-Agsm e A2a, si avvicinano un po' di più si riaccende il fuoco delle polemiche. Così mercoledì, all'indomani dell'annuncio del passaggio in cda di Agsm del progetto industriale con A2a e la vicentina Aim, gli avvocati Croce e Sardos Albertini, entrambi Past President di Agsm Verona, hanno notificato ad Agsm Verona, al suo consiglio di Amministrazione, e al Consiglio Comunale di Verona una diffida «a procedere con l’operazione di aggregazione.

L’atto, spiegano i due legali, arriva dopo tre esposti, depositati nel mese di aprile presso la Procura della Repubblica di Verona, la Procura della Corte dei Conti, l’AGCM e l’A.N.A.C., ed è mosso da un unico interesse, dicono ancora "quello di tutelare i soci di Agsm, e quindi tutti i veronesi, ma anche i cittadini vicentini, soci di AIM Vicenza e anch’essi coinvolti in maniera diretta nell’operazione di aggregazione, dal rischio di un danno da svariate centinaia di milioni". Nella scelta di un partner industriale, proseguono riportando una tesi già esposta anche dalle opposizioni della parte vicentina, "l’unico modo ammesso dalla legge per società come Agsm è una procedura ad evidenza pubblica. Ogni altro strumento ha palesi profili di illegittimità, ed è esattamente ciò che si è verificato con la “procedura in esclusiva” portata avanti con A2A. Ne consegue che c’è solo un’unica cosa da fare: fermare la procedura già in essere ed aprire una nuova procedura ad evidenza pubblica, al fine di perseguire la trasparenza nelle modalità e la consapevolezza di scegliere il miglior partner industriale. Se così non fosse, non assisteremmo alla nascita della famosa Multiutility del Veneto di cui tanto si parla, bensì piuttosto di una Multiutility del Nordovest, in cui la leadership industriale passerebbe nelle mani di Milano, lasciando a Verona e Vicenza solo le briciole".

Agsm non ha tardato a rispondere alla presa di posizione con una nota ufficiale in cui si precisa: di "non aver sottoscritto" alcun accordo di natura vincolante relativo a operazioni societarie straordinarie; di "aver sempre adottato procedure validate da primari advisor finanziari, legali e industriali" e infine di "aver sempre e costantemente agito con trasparenza". Con riferimento al tema dell’infungibilità, detto semplice A2a è il miglior parte possibile per Aim e Agsm nel proprio piano di sviluppo industriale, l'azienda spiega che "l’effettiva realizzazione dell’operazione sia comunque condizionata all’esito positivo delle analisi e verifiche circa l’unicità del contributo industriale di A2A e della conseguente possibilità di qualificare infungibile l’ipotizzato contributo della medesima A2A ai fini dell’operazione. Tutto questo, anche alla luce del ruolo strategico e industriale che la Nuova Capogruppo svolgerà nel Triveneto". A tal fine, già a partire dalla seconda metà del mese di maggio, dice ancora l'azienda, "saranno interpellati tutti gli operatori economici che in passato hanno manifestato il loro interesse (Hera/Ascopiave, Alperia, Dolomiti Energia) e altri operatori economici potenziali candidati al ruolo di partner di AGSM ed AIM. Il processo di indagine conoscitiva e comparativa del mercato avrà una durata di circa 4 settimane e dovrà concludersi con l’invio, da parte degli operatori economici interpellati, di una offerta nella quale vengano individuati gli asset che potrebbero essere apportati e la valutazione implicita agli stessi attribuita".

L'analisi comparativa tuttavia, par di capire, non riguarda un vero e proprio processo di gara competitiva come chiesto da chi si oppone dall'origine a questo matrimonio delle multiutilities a Nordest.

Per quanto riguarda il comunicato diffuso da Agsm in risposta alla diffida di Croce e Sardos Albertini, i legali affermano: "Se nei giorni precedenti sui media si sbandierava la prossima nascita di una fantomatica “multiutility del Veneto” (quando, invece, è evidente che il progetto sia tutto fuorché veneto centrico), nella nota diffusa oggi da AGSM viene messo per iscritto che la società ribadisce con forza di non aver sottoscritto, alla data odierna, alcun accordo di natura vincolante relativo a operazioni societarie straordinarie".

Lo scontro è dunque servito.