Hera presenta la domanda per la quarta linea dell'inceneritore

Al momento le linee funzionanti sono tre, la linea uno e due sono state realizzate negli anni '70, la terza linea è invece relativamente più recente. Per i tecnici di Hera le prime due linee sono inefficienti, per questo ne hanno chiesto la chiusura, che verrebbe compensata, spiegano, con la quarta linea ad alto contenuto tecnologico

PADOVA. L'azienda multiservizi Hera ha ufficialmente presentato la domanda in Regione per la realizzazione della quarta linea per l'incenerimento della raccolta indifferenziata. Al momento le linee funzionanti sono tre, la linea uno e due sono state realizzate negli anni '70, la terza linea è invece relativamente più recente. Per i tecnici di Hera le prime due linee sono inefficienti, per questo ne hanno chiesto la chiusura, che verrebbe compensata, spiegano, con la quarta linea ad alto contenuto tecnologico.

Ma la decisione è stata profondamente criticata dalle associazioni ambientaliste che oggi si sono radunate davanti ai cancelli dell'impianto in zona industriale. Una quarantina di persone appartenenti all'Adl Cobas, centro sociale Pedro, comitato Lasciateci Respirare e comitato Opzione Zero hanno spiegato le loro ragioni: «Una quarta linea giustifica solo la volontà, da parte della multinazionale, di investire nell'incenerimento rifiuti, pratica che dovrebbe essere abbandonata a favore di economie circolari e sostenibili - spiega Stefano Pieretti di Adl Cobas- Padova è una città che produce sempre meno scarti indifferenziati, la quarta linea non si concilia con le politiche ambientali che vogliamo per la nostra città».

A dare sostegno ai manifestanti anche Coalizione Civica, la lista civica a supporto del sindaco Giordani: «L'incenerimento dei rifiuti è una pratica superata e potenzialmente dannosa per la salute. Il processo di smaltimento dei rifiuti non può essere gestito come un business, ma deve guardare al territorio, alla sostenibilità e alla salute dei cittadini - spiega Coalizione Civica in una nota - Chiediamo a Hera e alla Regione, da cui attendiamo la stesura del nuovo «piano regionale dei rifiuti», di lavorare verso un modello non inquinante, »sano« e rivolto ad un contrasto ai cambiamenti climatici».