Tariffe, la ripresa porta la stangata: rincari del 21 per cento per il gas, 12 per cento per l’energia elettrica

Le stime di Nomisma Energia in vista dell’aggiornamento trimestrale in arrivo dal primo luglio. Coldiretti: un danno per le imprese

ROMA. «La ripresa dell'economia europea incontra un primo ostacolo nell'impennata dei prezzi dell'energia che per l'Italia porta una stangata sulle bollette di elettricità e gas dal primo luglio 2021». Lo stima Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, in vista dell'aggiornamento trimestrale che farà l'Arera nei prossimi giorni per le tariffe dal primo luglio.

«In base ai dati preliminari è possibile stimare per l'elettricità un aumento intorno al 12% e per il gas oltre il 21%, entrambi balzi record mai visti in passato», spiega Tabarelli, «ciò spinge a prevedere un tasso di inflazione in forte accelerazione nei prossimi mesi».

A determinare questo effetto è la «piccola crisi» in atto sul fronte dei prezzi sui mercati internazionali, con «la concomitanza di scarsità di offerta, ripresa dei consumi e politiche ambientali restrittive», spiega Tabarelli. «La principale causa è il rimbalzo» dal periodo più nero del Covid, rimbalzo che vede i prezzi di gas e luce sul mercato internazionale «tornare ai massimi che non vedevamo dal 2008».

A guidare questa impennata è soprattutto il gas, i cui prezzi sono «quasi raddoppiati rispetto alla scorsa primavera quando fu fatto l'ultimo adeguamento», in un sistema che si è trovato «impreparato». C'è poi il caldo che spinge sui prezzi dell'elettricità «per i maggiori consumi per condizionamento e, in parte, per la ripresa economica». C'è anche «una minore produzione da fonti rinnovabili, il che spinge proprio sulla domanda di gas delle centrali elettriche, mentre l'offerta - precisa Tabarelli - ha problemi per basse scorte dallo scorso inverno e per riduzioni dalla Russia e dalla Norvegia».

L’aumento delle tariffe elettriche pesa sui conti delle famiglie ma anche sui costi delle imprese e rende più onerosa la produzione in un momento difficile per il Paese. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare la stima Nomisma sull’aumento delle bollette che dal primo luglio dovrebbero subire rincari record del 12% per l'elettricità e del 21% per il gas.

L’aumento della spesa per l’energia elettrica ha un doppio effetto negativo perché – sottolinea la Coldiretti – riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese. Si tratta di oneri particolarmente rilevanti per l’agroalimentare con l’arrivo dell’estate che riguardano – continua la Coldiretti - dai servizi di refrigerazione degli alimenti al raffrescamento di stalle e locali di lavoro oltre al funzionamento di linee di produzione e dei macchinari per la mungitura.

Una situazione di difficoltà che si somma ai pesanti rincari delle materie prime per l’alimentazione degli animali con il mais che registra il maggior incremento del decennio con +74% annuo, mentre la soia ha raggiunto il picco da quasi sette anni con +77% secondo l'analisi della Coldiretti sulla base dei contratti future nei listini del Chicago Bord of Trade (CBOT), Nell’immediato – sostiene la Coldiretti – occorre garantire la sostenibilità finanziaria delle stalle affinché i prezzi riconosciuti per latte e carne non scendano sotto i costi di produzioni ma sono necessari interventi strutturali per ridurre la dipendenza dall’estero anche utilizzando le risorse del recovery plan.

f.poloni@gnn.it